Scopriamo i trend dell’e-commerce del vino

Esaminando gli ultimi dati pubblicati da WineMonitor si evince che, nel 2013, i 10 mercati top di consumo di vino sono stati: gli Stati Uniti, la Francia, l’Italia, la Germania, la Cina, il Regno Unito, la Russia, l’Argentina, la Spagna e l’Australia e da una fotografia sull’export vinicolo nazionale emerge che l’Abruzzo è la settima regione in Italia per volumi di esportazione. I principali mercati di riferimento dei vini abruzzesi rimangono comunque la Germania, l’Usa e il Canada, anche se la rapida urbanizzazione della popolazione nelle economie emergenti cambierà gli stili e le abitudini di consumo alimentare, con incrementi nei consumi di vino.


Tra i fattori propulsivi e di cambiamento bisogna registrare l’attenzione sempre maggiore verso prodotti biologici e sostenibili e, di conseguenza, l’emergere di una platea di “nuovi” consumatori, con preferenze verso vini sparkling, rose’, ecc..


Il settore del marketing e della comunicazione digitale, e quindi dell’e-commerce, potrebbe rivelarsi uno dei canali migliori per veicolare ed incrementare le vendite del vino abruzzese in Italia e nel mondo.


Secondo l’ultimo report di Criteo, leader mondiale delle soluzioni di advertising digitale con 31 sedi in tutto il mondo, a determinare il successo dei negozi digitali nell’immediato futuro saranno alcuni trend:
1. consentire acquisti multi device, attraverso l’utilizzo di diversi dispositivi
2. facilitare gli acquisti da smartphone, in quanto il trend degli acquisti portati a termine da mobile è in continuo aumento
3. promuovere giornate dedicate allo shopping digitale, favorendo sconti
4. sviluppare un’App, per facilitare la connessione con i clienti e comunicare informazioni di prodotto
5. fare attenzione alle dinamiche di acquisto
6. fare pubblicità intelligente, con annunci personalizzati per guidare gli utenti verso la conversione
7. favorire consegne istantanee, promuovere servizi di consegna veloce significa guadagnare un vantaggio competitivo

L’e-commerce potrebbe rappresentare una valida opportunità anche per favorire rapporti BtoB sia in Italia che in Europa per abbattere i costi di marketing e distribuzione verso canali come quello sconfinato della ristorazione, tra gli altri.


Vuoi conoscere lo stato della comunicazione digitale dei produttori di vino abruzzesi?
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Barbara Lanci

Vino italiano pronto alla sfida dell'e-commerce. E quello abruzzese?

"I numeri sono enormi, anche se non troppo precisi: fra i 12 e i 24 milioni in tutto il mondo. Tanti sarebbero i negozi virtuali reperibili in rete. Eppure solo 650mila di questi possono contare su un profitto pari o superiore a mille dollari annui. Segno evidente che fare e-commerce piace, ha il gusto dell’opportunità vera. Ma allo stesso tempo è un’operazione complicata, fatta di regole e saperi. L’insuccesso, insomma, è dietro l’angolo. Non basta un sito web con un carrellino della spesa per vendere online" osserva con criterio Biagio Simonetta su Il Sole 24 Ore nell'articolo che potete scaricare presso questo link. Esso si aggiunge alle voci che vedono nel mercato in rete e nell'abbattimento dei confini di vendita un'opportunità ambiziosa. E dal Sole Levante la sfida acquista maggiore respiro attraverso le parole di Jack Ma, CEO e Founder del colosso cinese di e-commerce Alibaba, che propone l'inserimento di vini “ad alta conoscibilità” o quelli di primo prezzo sul marketplace cinese. Qui si può leggere l'articolo del Il Sole 24Ore

E l'Abruzzo?

E, riformulando meglio la domanda, le nostre cantine artigianali e di altissima qualità?

Il wine consumer solitamente mira ad acquistare un prodotto con un ottimo rapporto qualità/prezzo e che sia capace di emozionarlo per la storia, le origini, le modalità di produzione ed i luoghi in cui nasce. Inoltre il consumatore di vino è molto curioso e sempre alla ricerca della diversità, pronto a scoprire prodotti e marchi che non conosce: un'offerta così vasta come in Italia, ed in Abruzzo in particolare, rischia di confondere le idee al potenziale cliente ostacolandone il processo di acquisto.

Potremmo ipotizzare nuovi modelli di vendita che soddisfino al meglio le esigenze del pubblico degli amanti del vino? Un unico punto vendita online di vini di alta qualità selezionati da piccole cantine così da gestire meglio sia la logistica che la comunicazione: un centro commerciale del Trebbiano o della Passerina, per esempio, che aggreghi alcune eccellenze di piccole e grandi cantine in un maketplace autonomo e con costi di gestione drasticamente ridotti.

Potrebbe essere questa una via d'uscita per affermare la riconoscibilità, e quindi la più facile commercializzazione, dei prodotti vitivinicoli su scala nazionale ed europea?

Vendere di più con l’e-commerce

 Il vino abruzzese può vendere di più e meglio con il commercio online

Le vendite online in Italia aumentano sempre di più: cosa fare per seguire un trend in ascesa anche in Abruzzo. Un’indagine su un campione di 121 viticoltori abruzzesi rivela ampi spazi di manovra per puntare ad obiettivi di vendita migliori.

Spulciando gli ultimi rapporti dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano ho scoperto che in Italia nel 2015 c’è stata una crescita di 2,2 milioni di fatturato rispetto al 2014 e la penetrazione dell’e-commerce supererebbe il 4% del totale consumi retail.
Il consumatore online abituale ha avuto uno scontrino medio di € 89,00 e molto spesso utilizza il suo smartphone o il tablet per lo shopping costituito sempre di più da cibi e bevande ed in particolare del vino che oggi rappresenta il 3% circa delle vendite da siti italiani.
E l’Abruzzo?
Dati alla mano oltre il 10% delle imprese abruzzesi vende online con una quota di fatturato raddoppiata rispetto a qualche anno fa aiutate dalla crescita del gusto per il Made in Italy.
Uno dei settori che si sta sviluppando online in modo inarrestabile è quello dell’eno-gastronomia: l’Abruzzo, forte della sua tradizione e delle sue eccellenze culinarie, si impone in questo campo. Il Centro Estero delle Camere di Commercio Abruzzo mi ha confermato che il valore della vendita all’estero dal 2009 al 2014 è passato da quasi 339 milioni di euro a 462 milioni di euro, aumentando nel 2015 del 3,34 %.
Ho appreso con piacere che tra i prodotti più venduti ci sono i vini, Montepulciano e Trebbiano, seguiti da olio, pasta, arrosticini, zafferano e confetti.

Incuriosito da questi interessanti dati mi sono deciso ad intraprendere una ricerca tra i viticoltori e cantine abruzzesi per analizzare la loro presenza sul web scoprendo che, dei 121 produttori vitivinicoli, quasi il 10% non ha un sito web ed il 60% dei 109 siti sono davvero inefficienti, poco visibili, poco usabili.

Mi chiedo: ma se io producessi 10.000 bottiglie di vino perché dovrei pregiudicarmi la vendita di 1.000 bottiglie con il mio sito web a prezzo sostanzialmente pieno, senza intermediari, e con un processo di vendita semplice e veloce? E se io creassi un’etichetta esclusiva per i clienti web creando un club per soli intenditori? E riuscissi a far prenotare tutti gli anni un’etichetta venduta ancor prima di produrla? Sono certo che, parlando con uno qualsiasi dei produttori vitivinicoli, qualche altra idea per ingaggiare più clienti e per fare più fatturato uscirebbe facilmente:

azienda + comunicazione digitale = più fatturato.

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